sabato 13 ottobre 2007

GDO Occidentale in Cina - 1


Analizziamo ora un segmento chiave per l'accesso al mercato Consumer cinese, la GDO.

La presenza di Ipermercati ed imponenti Centri commerciali sono oramai una realtà molto diffusa in Cina. Grandi nomi come la statunitense Wal-Mart sono stati in grado di creare una nuova cultura dello shopping tra i cinesi. In particolare quella che in Inglese viene definita con il termine "One-stop shopping philosophy", ovvero servire a 360° le esigenze della clientela in unico posto offrendo un'ampia gamma di prodotti alimentari e non.

Le statistiche dicono che ogni 10 giorni i consumatori, appartenenti alla classe media cinese, visitano un ipermercato. Questo è uno dei motivi per cui i grandi del settore retail mondiale puntano al mercato cinese con molta attenzione. Un mercato in cui la distribuzione di prodotti alimentari è in continua espansione.

Carrefour, ad esempio, lo scorso Luglio ha aperto il suo centesimo ipermercato in Cina e più precisamente a Shaoxing. Wal-Mart invece, sfidando il suo rivale Francese, ha firmato un accordo che prevede l'acquisto del 35% della catena Trust-Mart, con base a Taiwan, che gestisce 101 ipermercati in 34 città.

Anche Auchan è già presente sul mercato cinese da qualche anno e nel 2006 ha confermato la sua strategia di penetrazione in questo mercato, creando una nuova società dal nome Auchan (China) Investment con base a Shanghai.

La Tedesca Metro invece arriva in Cina nel '95 con la cooperazione del Jinjiang Group, fondando così Metro Jinjiang Cash & Carry Co. Ltd, aprendo già nel 96 il suo primo negozio ed ottenendo già da subito un discreto successo.

La grande distribuzione inglese è presente in Cina grazie a Tesco che proprio nel febbraio di quest'anno ha aperto a Pechino il suo primo Superstore di 8.000 mq.

Notare come non vengono menzionati gruppi italiani e questo proprio perchè ancora non sono presenti, ma una catena italiana sta muovendo i primi passi per entrare in tale mercato, presto le dedicheremo un post.

Nei prossimi post analizzaremo più a fondo questo settore con dati e trend di crescita, oltre ad analizzare i maggiori players...


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martedì 9 ottobre 2007

Consumatori Cinesi - 2

Analizziamo ora cosa succede all'interno delle Città cinesi, sempre con il fine di capire se e quale fetta di mercato esiste per il "Made in Italy". Come in ogni città del mondo anche in quelle cinesi ci sono persone povere, classe media, ricchi e ricchissimi.
Le
persone povere sono quelle che provengono dalle campagne e da una situazione di maggiore povertà, quando arrivano in città vengono immesse nel mercato del lavoro iniziando dai settori più umili riuscendo a vivere con pochi soldi, ma in città.

Questa per loro è la fase più cruciale, venire quotidianamente a contatto con un mondo nuo
vissimo fatto di luci, lustri, traffico, massa di gente, grattacieli e tanti messaggi pubblicitari. In queste fasi nascono nuovi bisogni e si creano nuovi sogni, e la potente efficacia comunicativa delle grandi company occidentali fa si che molti di questi diventino realtà, mettendo sul mercato prodotti di ogni fascia di prezzo, rendendoli realizzabili e scalabili.

Da qui nasce il grande sogno cinese.
Un motore che è sia causa che effetto: poter realizzare sogni sempre più grandi da una grande spinta dal basso, ma soprattutto da una base di oltre 700 milioni di lavoratori (più degli abitanti degli Usa ed Europei messi assieme).

La classe media è quella che si sta facendo sempre più ampia, è quella che ha reddito sufficiente ad una casa dignitosa, consuma prodotti locali ma conosce perfettamente la qualità di quelli esteri, è mediamente istruita ed
è quella che assorbe di più gli effetti della crescita economica cinese. Già qui il Made in Italy può affermare il proprio brand dato che il livello di istruzione permette di capire la differenza che c'è dietro al prodotto italiano e son quelli che riusciranno a vivere un'esperienza nel consumarlo.

Le classi abbienti sono il target ideale per il Made in Italy in quanto sono completamente esterofili e vedono i nostri prodotti come il top gamma e il loro concetto di status symbol (che analizzeremo in seguito) porta ancor
a di più i loro consumi verso il "Made in Italy".

Vediamo ora come si traduce in numeri il reddito disponibile nelle Città Cinesi:

Risulta evidente da questi dati quanto sia in crescita il reddito disponibile ai consumatori cinesi, gran parte della crescita rafforza l'ampiezza della classe media, ma indirettamente porta crescite rilevanti anche alle altre classi e quando si parla su una base di centinaia di milioni di individui, i numeri sono sempre interessanti.

Nei prossi post dedicati a questa categoria (Consumatori) andiamo ad analizzare più a fondo le abitudini e i trend di ciascuna classe..

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lunedì 8 ottobre 2007

Consumatori Cinesi - 1


Con questo post diamo inizio all’analisi del consumatore cinese che porteremo avanti in più discussioni facilmente consultabili tramite l’etichetta (Consumatori).

Che i cinesi siano tanti è ormai noto, meno noto è quanti di questi abbiano o avranno presto un reddito tale da potersi permettere l'acquisto di beni occidentali ed in particolare "Made in Italy".

Sempre più spesso si sentono notizie su questo dato che reclamano centinaia di milioni di consumatori pronti ad acquistare prodotti italiani, ma nessuno giustifica tale numeri con dati reali e per questo cerchiamo ora di capire meglio con dati di supporto che possono aiutarvi nelle vostre scelte.

Innanzitutto sappiamo che la Cina è suddivisa in zone rurali, grandi metropoli da decine di milioni di abitanti e sappiamo anche che il governo cinese sta incentivando molto la crescita delle province per evitare il collasso delle metropoli e da qui lo sviluppo di grandi città anche nelle province cinesi, ma vediamo ora i numeri e il trend della popolazione nelle aree di nostro interesse: le Città.


Qui è chiaro che la crescita di popolazione nelle città è repentina, la gente esce dalle campagne e va nelle città per uscire dalla povertà estrema, città che grazie al motore economico cinese offrono posti di lavoro e opportunità di guadagno sempre maggiori e proprio qui si mette in moto il circolo dei consumi di massa.

Per un cinese il passaggio è netto: dalla campagna da coltivare alle massicce campagne di marketing invasivo stile occidentale delle città che creano nella sua mente la forte volontà di acquisto, volontà questa che spesso non si traduce in potere.

Nel prossimo post analizzeremo quale fenomeno sociale si è creato nelle città cinesi con questo rapporto tra volontà e potere..

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