sabato 20 ottobre 2007

Usi e Costumi della Cina online

Con una velocità di crescita annuale a due cifre dell’utenza internet, diventa interessante analizzare brevemente comportamenti e preferenze degli internauti cinesi.

Esaminando alcuni dati proveniente dal
CNNIC (China Internet Network Information Center) emergono differenze comportamentali interessanti sulle attività preferite online.
Vediamo nel dettaglio quali sono queste attività:


Vediamo ora invece, le attività preferite tra gli utenti a stelle strisce e di alcuni paesi europei:

C’è da sottolineare però, che non sempre le attività preferite corrispondono a quelle che assorbono in realtà la maggior parte del tempo online da parte degli utenti.
In Cosa quindi i Cinesi spendono la maggior parte del loro tempo su internet?



Questi ultimi numeri sottolineano come, nonostante l’utilizzo dei motori di ricerca non sia tra le attività online preferite tra gli internauti cinesi, è comunque qualcosa che assorbe molto del loro tempo passato online. Non solo, secondo una ricerca della società Enquiro, il tempo passato su Baidu ad esaminare i risultati delle proprie ricerche sembra essere di due o tre volte superiore rispetto a quello passato da Americani ed Europei.

In media, il popolo cinese di internet, passa circa 18 ore collegato la settimana. Di queste, una media di 2.2 ore sono dedicate a ricerche per ottenere informazioni di lavoro e studio, 2 scrivendo e controllando l’email, 1.7 ore facendo ricerche attinenti le proprie passioni personali, 0.9 è il tempo che viene speso sia per il gioco online che per leggere le ultime notizie mentre il chattare, assorbe in media, 0,7 ore settimanali.

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sabato 13 ottobre 2007

GDO Occidentale in Cina - 1


Analizziamo ora un segmento chiave per l'accesso al mercato Consumer cinese, la GDO.

La presenza di Ipermercati ed imponenti Centri commerciali sono oramai una realtà molto diffusa in Cina. Grandi nomi come la statunitense Wal-Mart sono stati in grado di creare una nuova cultura dello shopping tra i cinesi. In particolare quella che in Inglese viene definita con il termine "One-stop shopping philosophy", ovvero servire a 360° le esigenze della clientela in unico posto offrendo un'ampia gamma di prodotti alimentari e non.

Le statistiche dicono che ogni 10 giorni i consumatori, appartenenti alla classe media cinese, visitano un ipermercato. Questo è uno dei motivi per cui i grandi del settore retail mondiale puntano al mercato cinese con molta attenzione. Un mercato in cui la distribuzione di prodotti alimentari è in continua espansione.

Carrefour, ad esempio, lo scorso Luglio ha aperto il suo centesimo ipermercato in Cina e più precisamente a Shaoxing. Wal-Mart invece, sfidando il suo rivale Francese, ha firmato un accordo che prevede l'acquisto del 35% della catena Trust-Mart, con base a Taiwan, che gestisce 101 ipermercati in 34 città.

Anche Auchan è già presente sul mercato cinese da qualche anno e nel 2006 ha confermato la sua strategia di penetrazione in questo mercato, creando una nuova società dal nome Auchan (China) Investment con base a Shanghai.

La Tedesca Metro invece arriva in Cina nel '95 con la cooperazione del Jinjiang Group, fondando così Metro Jinjiang Cash & Carry Co. Ltd, aprendo già nel 96 il suo primo negozio ed ottenendo già da subito un discreto successo.

La grande distribuzione inglese è presente in Cina grazie a Tesco che proprio nel febbraio di quest'anno ha aperto a Pechino il suo primo Superstore di 8.000 mq.

Notare come non vengono menzionati gruppi italiani e questo proprio perchè ancora non sono presenti, ma una catena italiana sta muovendo i primi passi per entrare in tale mercato, presto le dedicheremo un post.

Nei prossimi post analizzaremo più a fondo questo settore con dati e trend di crescita, oltre ad analizzare i maggiori players...


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venerdì 12 ottobre 2007

Città Cinesi



Parlando di Cina vengono in mente sempre le solite Città: Shanghai, Pechino e Canton, come se fossero le uniche grandi città del Celeste Impero, di sicuro sono le più grandi con diversi milioni di abitanti ciascuna, ma in Cina esistono altre grandi città, alcune dai nomi difficili da pronunciare, ma capire quali sono e che caratteristiche hanno sarà utile per approcciare tale mercato.

Uno studio pubblicato dal
Mckinsey Quarterly suddivide le maggiori Città cinesi tenendo conto del reddito prodotto da ciascuna e del volume della popolazione, abbiamo rielaborato i dati in chiave semplificata ed in italiano nel seguente grafico

Sicuramente la parte più in alto della piramide contiene città dove il Made in Italy può trovare maggiori quote di mercato, ma è altrettanto vero che la parte più in basso potrebbe essere considerata per investimenti produttivi, ma analizzeremo in seguito sia questo tema sia città per città...

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Internet in Cina

Non analizzare il fenomeno di internet quando si parla di Cina è come non considerare il clawn quando si parla di circo.

Vediamo perchè.
Oggi 162 Milioni di utenti internet collocano la Cina al secondo posto nella classifica mondiale dietro solo agli USA con i suoi 210 Milioni di utenti.
Una grande maggioranza di questi 162 milioni di utenti è collegata in Adsl come risutalto degli oltre 70 Miliardi di Euro investiti dal governo cinese negli ultimi 4 anni in Infrastrutture di Rete (soprattutto Fibra Ottica).

La penetrazione nella popolazione si aggira attorno al 12.3% a dimostrazione di quanto potenziale ancora c'è.
Per vedere graficamente questi numeri abbiamo elaborato un grafico dove vengono paragonati gli utenti internet delle nazioni più sviluppate e le crescite dal 2004 a settembre 2007.

Secondo uno studio della Price Waterhouse Coopers (PwC) del giugno 2007, il mercato Internet cinese avrà un incremento di circa 92.5 Miliardi di $ nei prossimi 5 anni e nel 2010 la Cina raggiungerà il primato mondiale di utenti Internet superando gli USA.

Altro dato rilevante è il livello di penetrazione Internet che la Cina sta registrando nelle zone rurali lontane dalle Città, infatti a fine giugno 2007 si sono toccati i 37.41 milioni di utenti web nelle campagne con trend di crescita in forte aumento.

Vedremo in seguito come si comportano i cittadini cinesi su internet, quali limiti hanno e quali aziende ne hanno fatto una fortuna...

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martedì 9 ottobre 2007

Consumatori Cinesi - 2

Analizziamo ora cosa succede all'interno delle Città cinesi, sempre con il fine di capire se e quale fetta di mercato esiste per il "Made in Italy". Come in ogni città del mondo anche in quelle cinesi ci sono persone povere, classe media, ricchi e ricchissimi.
Le
persone povere sono quelle che provengono dalle campagne e da una situazione di maggiore povertà, quando arrivano in città vengono immesse nel mercato del lavoro iniziando dai settori più umili riuscendo a vivere con pochi soldi, ma in città.

Questa per loro è la fase più cruciale, venire quotidianamente a contatto con un mondo nuo
vissimo fatto di luci, lustri, traffico, massa di gente, grattacieli e tanti messaggi pubblicitari. In queste fasi nascono nuovi bisogni e si creano nuovi sogni, e la potente efficacia comunicativa delle grandi company occidentali fa si che molti di questi diventino realtà, mettendo sul mercato prodotti di ogni fascia di prezzo, rendendoli realizzabili e scalabili.

Da qui nasce il grande sogno cinese.
Un motore che è sia causa che effetto: poter realizzare sogni sempre più grandi da una grande spinta dal basso, ma soprattutto da una base di oltre 700 milioni di lavoratori (più degli abitanti degli Usa ed Europei messi assieme).

La classe media è quella che si sta facendo sempre più ampia, è quella che ha reddito sufficiente ad una casa dignitosa, consuma prodotti locali ma conosce perfettamente la qualità di quelli esteri, è mediamente istruita ed
è quella che assorbe di più gli effetti della crescita economica cinese. Già qui il Made in Italy può affermare il proprio brand dato che il livello di istruzione permette di capire la differenza che c'è dietro al prodotto italiano e son quelli che riusciranno a vivere un'esperienza nel consumarlo.

Le classi abbienti sono il target ideale per il Made in Italy in quanto sono completamente esterofili e vedono i nostri prodotti come il top gamma e il loro concetto di status symbol (che analizzeremo in seguito) porta ancor
a di più i loro consumi verso il "Made in Italy".

Vediamo ora come si traduce in numeri il reddito disponibile nelle Città Cinesi:

Risulta evidente da questi dati quanto sia in crescita il reddito disponibile ai consumatori cinesi, gran parte della crescita rafforza l'ampiezza della classe media, ma indirettamente porta crescite rilevanti anche alle altre classi e quando si parla su una base di centinaia di milioni di individui, i numeri sono sempre interessanti.

Nei prossi post dedicati a questa categoria (Consumatori) andiamo ad analizzare più a fondo le abitudini e i trend di ciascuna classe..

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Shanghai World Financial Centre

Il 22 novembre 2004 con una cerimonia per la firma del contratto per costruzione di un grattacielo di 101 piani presso l’hotel Grand Hyatt di Shanghai si diede il via alla realizzazione dello Shanghai World Financial Centre.

Quella firma decretò la fine del primato in altezza del grattacielo Jin Mao ( 420,5 metri ) nello skyline della città, che proprio lo scorso 14 settembre si è visto superare da questo nuovo gioiello di ingegneria architettonica con i suoi
492 metri di altezza.

La fine dei lavori è prevista entro la prima metà del 2008. La particolarità di questo grattacielo sta in un buco di forma rettangolare situato in vetta all’edificio, che fa assomigliare la struttura ad un enorme apribottiglie. Inizialmente venne progettato un cerchio che fu poi bocciato perchè ricordava troppo la bandiera giapponese.

Come questo splendido video ci mostra, lo Shanghai World Financial Centre non solo sarà destinato ad essere il cuore finanziario cinese, ma avrà anche al suo interno un enorme centro commerciale, mega saloni espositivi, sale conferenza ed un hotel 6 stelle. Sulla Cima ci sarà poi un ponte osservatorio che permetterà alla Cina di avere il più alto osservatorio del mondo.

WebCam Live
(sito ufficiale)

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lunedì 8 ottobre 2007

Consumatori Cinesi - 1


Con questo post diamo inizio all’analisi del consumatore cinese che porteremo avanti in più discussioni facilmente consultabili tramite l’etichetta (Consumatori).

Che i cinesi siano tanti è ormai noto, meno noto è quanti di questi abbiano o avranno presto un reddito tale da potersi permettere l'acquisto di beni occidentali ed in particolare "Made in Italy".

Sempre più spesso si sentono notizie su questo dato che reclamano centinaia di milioni di consumatori pronti ad acquistare prodotti italiani, ma nessuno giustifica tale numeri con dati reali e per questo cerchiamo ora di capire meglio con dati di supporto che possono aiutarvi nelle vostre scelte.

Innanzitutto sappiamo che la Cina è suddivisa in zone rurali, grandi metropoli da decine di milioni di abitanti e sappiamo anche che il governo cinese sta incentivando molto la crescita delle province per evitare il collasso delle metropoli e da qui lo sviluppo di grandi città anche nelle province cinesi, ma vediamo ora i numeri e il trend della popolazione nelle aree di nostro interesse: le Città.


Qui è chiaro che la crescita di popolazione nelle città è repentina, la gente esce dalle campagne e va nelle città per uscire dalla povertà estrema, città che grazie al motore economico cinese offrono posti di lavoro e opportunità di guadagno sempre maggiori e proprio qui si mette in moto il circolo dei consumi di massa.

Per un cinese il passaggio è netto: dalla campagna da coltivare alle massicce campagne di marketing invasivo stile occidentale delle città che creano nella sua mente la forte volontà di acquisto, volontà questa che spesso non si traduce in potere.

Nel prossimo post analizzeremo quale fenomeno sociale si è creato nelle città cinesi con questo rapporto tra volontà e potere..

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domenica 7 ottobre 2007

Cosa compra la Cina in Italia


Il settore trainante del Made in Italy in Cina è di gran lunga quello della Meccanica, a testimonza del fatto che la qualità delle nostre industrie è ben riconosciuta dagli imprenditori cinesi.
Con questo dato copriamo appena il 2.72% del totale importato dalla Cina in questo settore, a dimostrazione della forza dei nostri competitor a livello mondiale.

Nei settori tipici del Made in Italy troviamo la Pelletteria con 129 Milioni di $ fatti registrare nel primo trimentre 2007 con un aumento del 28% rispetto al 2006, i Tessuti con 29 Milioni di $ con incrementi del 36% e il settore Automotive con 27 Milioni di $ in aumento del 40%.

Non compaiono ancora in questa lista settori chiave del Made in Italy come quelli EnoGastronomico, Arredamento, Lusso, ecc.

Cercheremo di capire nei prossimi post come si stanno muovendo questi settori e quale mercato hanno ed avranno...

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Da Chi compra la Cina nel mondo


Come risulta chiaramente dal nostro grafico, nei primi tre mesi del 2007 i primi tre paesi da cui la Cina importa sono tutti asiatici e assorbono in valore circa il 36% del totale importato.
Posizioni rimaste invariate almeno da tre anni e con forti trend di crescita.

Il primo Paese non asiatico sono ovviamente gli USA con un valore trimestrale pari a 16 Miliardi di $ occupa saldamente la 4° posizione e anche questa conferma il trend dei tre anni precedenti.

Tra le prime nazioni europee troviamo la Germania con cifre di tutto rispetto se paragonate a quelle delle altre europee. Il dato riflette la forza delle grandi industrie che caratterizzano il tessuto imprenditoriale tedesco.

L'Italia pur registrando un incremento nel 2007 del 27.76% occupa ancora la 21° posizione (nel grafico non sono presenti tutte le nazioni) con un valore assoluto, sempre riferito al primo trimestre 2007, pari a 2.26 Miliardi di $.

Questi dati ci mostrano chiaramente che la fase attraversata ora dalla Cina, fortemente improntata allo sviluppo e alla crescita industriale, genera una grande domanda di materie prime e tecnologie per le produzioni, domanda che viene assorbita in gran parte da colossi industriali di cui l'Italia è priva.

Nel prossimo post vedremo cosa sta comprando la Cina in Italia..

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sabato 6 ottobre 2007

Cosa compra la Cina nel Mondo

Iniziamo con il capire cosa c'è in cima alla lista delle importazioni effettuate dalla Cina negli ultimissimi periodi e capiamo cosa cambia rispetto al 2006.

Rimane saldamente in testa il settore dell'industria elettronica, registrando peraltro il maggior incremento su base trimestrale (+19.13%). Incremento in parte prevedibile visti i massicci investimenti cinesi nel settore delle telecomunicazioni, sia in vista delle Olimpiadi di Pechino 2008 sia per portare sempre più collegamenti telefonici nelle campagne all'interno del Paese.

Un'incremento del 13.59% lo hanno avuto le importazioni nel settore dei Macchinari e dei Componenti Meccanici, non si arresta quindi la sete di industrializzazione cinese che con i suoi quasi 28 Miliardi di $ spesi all'estero nei primi 3 mesi del 2007 vuole ancora incrementare le produzioni industriali sia per la crescita del mercato interno sia per la domanda estera.


Sostenere una tale crescita industriale porta necessariamente la Cina a vedere nella terza voce di spesa all'estero la bolletta energetica che con i suoi 21 Miliardi di $ nei primi tre mesi del 2007 con un incremento di 1.57% contribuisce a far lievitare le quotazioni delle materie prime energetiche nei mercati mondiali, ma questo dato evidenzia che l'incremento della spesa per macchinari è nettamente superiore dell'incremento della spesa energetica.

Infine vediamo forse il dato più rilevante: la quarta voce.
Avere come quarta voce di spesa all'estero quella degli Strumenti di Precisione, controllo ottico e relativi componenti fa emergere quanto sia importante oggi per la Cina togliersi di dosso l'etichetta di produttore di "bassa qualità" ed iniziare a creare dei propri brand sinonimi di qualità e sicurezza.
Associando questa voce alla prima possiamo ipotizzare che il settore dell'HiTech sarà importante per il futuro del Gigante Asiatico.

A breve analizzeremo settore per settore cercando di capire, dati alla mano, come può l'Italia trarre vantaggio da questa crescita repentina.

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